
Favasuli e Olivera sono soltanto gli ultimi.
Prima di loro si erano già fermati Marianucci, Buongiorno, Alisson, Meret, Anguissa, Giovane, McTominay e Spinazzola.
Un elenco che, a questo punto, comincia a essere troppo lungo per essere liquidato con un semplice:
“Capita.”
La cosa che colpisce di più è soprattutto il momento.
Non siamo a marzo, con cinquanta partite nelle gambe.
Siamo ancora nella prima parte della stagione, eppure il Napoli ha già dovuto fare i conti con una quantità di stop che ha ridotto parecchio le possibilità di rotazione.
E il problema rischia di diventare doppio.
Perché più giocatori perdi, più sei costretto a spremere quelli rimasti.
E più spremi quelli rimasti, più la coperta rischia di accorciarsi ancora.
👀 Sfortuna o qualcosa da capire?
Nessuno può mettere tutti gli infortuni nello stesso calderone.
Problemi muscolari, traumi e situazioni individuali possono avere cause completamente diverse.
Però quando gli stop cominciano ad accumularsi così presto, qualche domanda è inevitabile.
Preparazione?
Carichi di lavoro?
Recuperi?
Calendario?
Semplice coincidenza?
Non abbiamo elementi per dare una risposta, ma il dato resta: l’emergenza è iniziata praticamente insieme alla stagione.
E per una squadra costruita anche sulla profondità della rosa, ritrovarsi già con così tante assenze significa perdere proprio uno dei vantaggi che avrebbe dovuto avere.
Il Napoli, insomma, aveva iniziato l’anno con il problema di gestire tanti giocatori.
Ora il problema sembra essere diventato trovarne abbastanza disponibili.
misteri .... chiamiamo un genetista ? quello di Garlasco ?
infermeria e piena
cmq una squadra che da due anni sono tutti rotti...... c'è qualcosa che non và
o'figl scem ro' pappon
Ma chi ci sta portando iella ?