
🔥 La sconfitta contro il Venezia ha fatto esplodere la tensione in casa Napoli. E adesso emerge un retroscena che racconta quanto sia delicato il momento degli azzurri!
Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, e ripreso da TuttoNapoli, Aurelio De Laurentiis avrebbe valutato una misura drastica dopo il ko del Penzo: mandare immediatamente la squadra in ritiro prolungato fino alla sfida di Champions League contro il Bodø/Glimt.
Una decisione che avrebbe rappresentato un segnale fortissimo nei confronti di allenatore e calciatori.
### 😡 ADL ED EDOARDO VOLEVANO IL PUGNO DURO!
Stando alla ricostruzione, non sarebbe stato soltanto il presidente Aurelio De Laurentiis a considerare il provvedimento.
Anche il vicepresidente Edoardo De Laurentiis avrebbe condiviso inizialmente l'idea di imporre un ritiro prolungato.
La sconfitta contro il Venezia, arrivata dopo quella europea contro il Villarreal, avrebbe dunque provocato una reazione immediata ai vertici del club.
### 🚨 POI IL DIETROFRONT: NIENTE RITIRO!
Ma proprio quando sembrava possibile una stretta disciplinare, sarebbe arrivato il cambio di programma.
Dopo un confronto interno con i responsabili dell'area sportiva, la società avrebbe deciso di non adottare alcun provvedimento restrittivo.
Niente ritiro punitivo, quindi, e nessun cambiamento delle abitudini della squadra alla vigilia della partita contro il Bodø/Glimt.
Il Napoli proverà a preparare la delicatissima sfida europea senza ulteriori pressioni organizzative, nonostante il clima di grande delusione.
### 👔 ALLEGRI SOTTO PRESSIONE, MA ADESSO SERVONO RISPOSTE!
Il retroscena arriva in un momento in cui anche la posizione di Massimiliano Allegri è al centro delle discussioni.
Dopo le ultime prestazioni, il Napoli è chiamato a dimostrare sul campo di avere ancora compattezza, carattere e un'identità di gioco.
La scelta di evitare il ritiro può essere interpretata come un tentativo di non appesantire ulteriormente l'ambiente.
Ma una cosa è certa: la pazienza dei tifosi si sta esaurendo e la prossima risposta dovrà arrivare dal campo.
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### 💬 TIFOSI AZZURRI, VOI DA CHE PARTE STATE?
🔵 De Laurentiis avrebbe fatto bene a mandare tutti in ritiro dopo Venezia?
🔥 Oppure un provvedimento del genere avrebbe soltanto aumentato la tensione?
👔 E soprattutto: il presidente dovrebbe intervenire con decisione oppure lasciare ad Allegri la gestione della crisi?
👇 Dite la vostra: SERVE IL PUGNO DURO O SERVE FIDUCIA? 💙
📌 Fonte: Corriere dello Sport, tramite TuttoNapoli.net.
Io penso che l'unica cosa saggia che possa fare è stare in silenzio e lasciar fare ai professionisti, ogni qual volta si è messo al timone ha fatto solo danni, quest'anno dopo 2 anni di clausura non ha più resistito ed è tornato a fare la prima donna, stiamo rivivendo il post terzo scudetto ma nulla impara.
Chi mi conosce sa che sono sempre stato filosocietario. Al netto dell'antipatia di De Laurentiis e dei suoi modi spesso poco signorili, sarebbe intellettualmente disonesto non riconoscergli meriti enormi.
Ha trasformato il Napoli in una delle realtà più forti d'Italia, capace di vincere trofei, competere stabilmente ai vertici e insidiare ripetutamente il dominio delle strisciate.
Ma oggi, per la prima volta, comincio a essere seriamente preoccupato. E non per questa stagione.
Il Napoli di ADL ci ha già abituati ad annate disastrose, salvo poi risorgere immediatamente. Il problema, secondo me, è molto più profondo e riguarda il futuro.
La questione stadio rischia di diventare il nostro vero tallone d'Achille. Mentre le altre grandi società si stanno muovendo sul fronte delle infrastrutture, noi siamo sostanzialmente fermi. Per anni abbiamo compensato il divario economico con competenza, scouting e plusvalenze, ma questo modello difficilmente potrà reggere all'infinito. Senza nuovi ricavi strutturali, per continuare a competere dovremmo scoprire un paio di Kvaratskhelia ogni anno. E sappiamo che è impossibile.
A questo aggiungo un'altra preoccupazione: il futuro della società dopo De Laurentiis. Il presidente non è eterno e, sinceramente, immaginare una successione affidata automaticamente ai figli non mi lascia tranquillo. Anzi, mi riporta alla mente i tempi di Corbelli e Naldi, che preferirei non rivivere.
Ecco perché, pur avendo sempre difeso questa proprietà, inizio a pensare che forse sia arrivato il momento di cercare alternative serie, solide e soprattutto capaci di investire nel futuro del club.
Non significa vendere al primo avventuriero, né cancellare quanto di straordinario fatto da ADL.
Significa semplicemente riconoscere che la gratitudine per il passato non può diventare un ostacolo per il futuro.
Perché, alla fine, non temo una stagione fallimentare. Temo che il Napoli possa perdere definitivamente il treno delle grandi mentre le altre costruiscono il proprio futuro e noi restiamo fermi.
Chi ècausa del proprio male dovrebbe poi solo piangere se stesso. Purtroppo il nostro Don Aurelio non è nuovo ad affacciarsi a scenari simili E' mia ferma convinzione che l'andamento della gestione societaria, al netto di apprezzabilissimi traguardi raggiunti, spesso però appaia nell'andamento statistico reccessivamente sbilanciata nel rendimento statistico. Intendo dire che presenta delle notevolissime escursioni dinamiche leghate alle mprestazioni Il lavoro encomiabile per certi versi del Patron azzurro di fatto nella conduzione del club risente di repentini canbi umorali e di dimensione. Colpi di teatro costosi enon di rado non esattamente in linea con i rigidi paletti societari imposti sortiscono poi nel tempo effetti abbastanbza opposti a quell raccolti nell'i immediato. Ecco la scelta Conte che ha prodotto risultati ma non di certo bel gioco e non ci gha risparmiato scenari inquietanti e misteriosi in corso d'opera, ha poi lasciato macerie economiche e turbolenze per nulla risolte. La scelta Allegri malvista dalla maggioranza è srisultata una opzione perdente , ma questo non esclusivamente per caratteristiche non gradite proprie del tecnico. La PATATA AL MOMENTO è BOLLENTE , LE GRANE DIFFICILMENTE RISOLVIBILI CON PUNIZIONI E PROVVEDIMENTIO ASSOLUTAMENTE INUTILI La restaurazione societaria andava affrontata all'origine , adesso il nostro caro Don Aurelio non può pensare di raddrizzare la barca nella fase di una navigazione difficile contornata da turbolenze atrmosferiche poco controllabili. Io ritengo forsi il caso di pensare seriamente ad una vendita della società.